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venerdì 31 ottobre 2014

Chesterton e Dante sulla beata vergine maria (2)

When God turned back eternity and was young,
Ancient of Days, grown little for your mirth
(As under the low arch the land is bright)
Peered through you, gate of heaven--and saw the earth.

Quando Dio riavvolse l'eternità, e tornò giovane,
vecchio di giorni, cresciuto più piccolo per la tua gioia
(Così come sotto una bassa arcata la terra è splendente)
scrutò attraverso di te, porta del cielo - e vide la terra.

Cari amici,

questa prima strofa di "A little litany" di Chesterton esprime il grandissimo mistero di Dio fatto uomo, che nasce da una creatura, che Egli stesso ha creato, anche se l'aveva pensata prima di tutti i secoli. Ianua coeli, questo è un appellativo dato alla Beata Vergine Maria, e davvero è un appellativo importante, perchè attraverso di lei Gesù è sceso (uscito) dal Paradiso, per entrare in questo mondo da lui creato, mentre al contrario noi abbiamo bisogno di lei per poter entrare in Paradiso.
In alcuni casi si ritrae l'aldilà come qualcosa di monotono, come un luogo noioso, e questo lo facciamo soltanto perchè ci riesce difficile pensare ad una eternità che non sia noiosa: tanto, troppo tempo, infinito tempo... e ci saranno abbastanza cose da fare?
In realtà l'aldilà non è nel tempo, ma è fuori dal tempo. Quindi potremmo davvero dire che la beata vergine è il trait d'union non solo tra la terra ed il Cielo, ma anche tra il tempo e l'eternità.
Con l'Incarnazione, il Paradiso ha toccato la terra, e tramite la sua gloriosa Assunzione, la Madonna ha un'altra volta mostrato che Paradiso e terra si toccano, sono molto vicini, per coloro che imitano Cristo.

Mi sembra stupenda, nella prima strofa della poesia di Chesterton, l'espressione "God turned back eternity", che significa che Dio, "ancient of days", vecchio di giorni, è riuscito a ringiovanire, a "crescere più piccolo" (grown little). Dio, vecchio di giorni, è saputo ringiovanire... che mistero incredibile. Ovviamente Dio non ha età, eppure quanto sublime è il pensiero che l'Essere creatore dell'universo abbia accettato di diventare così piccolo, fragile, e di affidarsi totalmente ad una creatura, di diventare da lei dipendente, per il suo sostentamento, per la sua crescita, e per la sua educazione. Nessuna religione sulla Terra ha mai contemplato un mistero così grande.

Sia lodato Gesù Cristo,

Giancarlo

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