Il Rosario è una preghiera oggi bistrattata, considerata una pratica per bigotti e
persone poco fini di intelletto.
Nulla di più falso. A parte il fatto che, come il Padre Nostro, è una preghiera che ci è stata consigliata direttamente dal Cielo, il Rosario è uno dei mezzi più sicuri per accrescere ed esercitare la propria fede.
È una preghiera ripetitiva, che scandisce il tempo, e il tempo è di Dio.
Come l'atleta si allena in palestra con ripetizioni estenuanti di esercizi di fatica, la ripetizione del Saluto alla Madre Celeste è l'allenamento per la nostra fede.
Il Rosario è una preghiera che si può recitare nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, accomuna il povero e il ricco, l'intelligente ed il meno intelligente. È una preghiera universale. Attraverso la meditazione dei misteri ci rendiamo conto che ogni aspetto della nostra vita deve essere santificato, come lo fu nella vita del Redentore. Quando ci sentiamo tristi, abbiamo la Madonna a farci compagnia, recitando i misteri dolorosi. Nella gioia, possiamo gioire con lei nei misteri Gaudiosi.
Insomma, proprio come nelle promesse matrimoniali, gioia, dolore, salute, malattia, non ci separano dall'Amore del Padre, e dall'Amore della Madre Celeste, che ha provato tutte le nostre emozioni, gioie, dolori.
Tutto è santificante per il Cristiano, ogni momento della vita, anche il più buio. Tenere il Rosario in mano ci fa aggrappare alla preghiera con il corpo, anche nei momenti in cui la mente è arida, o vuole rigettare Dio. Allora è il corpo, sono le parole e il muoversi delle dita sulla corona del Rosario, a continuare la nostra preghiera. Così che in ogni momento della nostra vita c'è almeno una parte di noi aggrappata al mantello della Madre di Dio, in attesa che tutti interi siamo portati in Paradiso.
Sia Lodato Gesù Cristo,
Giancarlo
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