Credo in unum Deum,
patrem omnipotentem.
Cari amici,
inizio
oggi qualche riflessione sul credo. In molte chiese oggi si recita il
credo degli Apostoli, invece che il credo del concilio di Nicea.
Perchè? Non lo so francamente,
ma il sospetto è che lo si faccia perchè è più "breve", o si ritiene che le persone "non capiscano" il Credo più lungo.
Francamente,
se la ragione è quella sopra, io penso si tratti di pigrizia
intellettuale da parte di alcuni pastori, che non hanno voglia di
approfondire la loro comprensione del Credo, per spiegarlo con passione
ai loro parrocchiani.
Il Credo tridentino è importantissimo da
mandare a memoria, perchè contiene al suo interno, spiegate in modo
cristallino, tutte le verità essenziali della fede cattolica.
Alcuni
parroci e vescovi modernisti preferirebbero abolire addirittura il
Credo, perchè si sentono costretti ad affermare cose in cui veramente
non credono.
Vediamo come mai il Credo tridentino è non solo importante, ma anche stupendo nei suoi contenuti.
"Credo
in unum deum": Credo in un solo Dio. Questa affermazione soltanto
potrebbe essere capace di rovesciare governi, troni, e convertire atei e
pagani. Ma anche noi stessi. Credere in un solo Dio implica
automaticamente, cosa piu' impegnativa da dire, rinunciare a tutti gli
idoli: il sesso, la carriera, il denaro, la sicurezza, l'ammirazione, la
fortuna, amici, padre, madre, figli. Dio, per definizione l'essere piu'
bello e perfetto, l'Essere stesso, di fronte a cui ogni cosa è meno
importante, deve essere anche amato sopra ogni cosa.
"Patrem
omnipotentem": ora, alcuni (sedicenti) teologi non riescono a capire
come mai, se Dio è onnipotente, dovrebbe lasciare che il male avvenga
sulla terra. Tanto per cominciare, uno dovrebbe chiedersi come mai ha
lasciato morire il suo Figlio sulla Croce, che è il problema principale
da risolvere se uno vuole mettersi l'animo in pace. Mica facile: non a
caso si mette quell'"omnipotentem" vicino alla parola "patrem". Non si
parla di "padrone onnipotente", nè si usa la qualifica di padre "buono"
applicata a Dio, che pure se la meriterebbe, a quanto disse Gesù, ma lo
si qualifica semplicemente come "Padre", come è vero. Il Padre è la
persona che "ama" il figlio.
Ora, per quanto
onnipotente, un padre non tratta i suoi figli costringendoli a fare
quello che vuole, ma lascia loro la libertà. Una persona che ama, anche
se è forte, si fa debole con l'amato, fa un passo indietro per non
rovinare la sua libertà.
L'uomo ha approfittato della libertà data
da Dio per commettere degli sbagli, indotto beninteso dal Diavolo. Se
Dio trattasse l'uomo come una marionetta, non sarebbe un padre, ma un
padrone.
Infine, Dio essendo "buono", e "giusto", ha
voluto mandare il suo Figlio, che "liberamente", in quanto "obbediente
fino alla morte", si accollato la responsabilità di "ristabilire la
giustizia" ferita dai peccati degli uomini, per reinserirli dell'armonia
del progetto di Dio, anche senza che ne avessero merito.
Dunque
Dio onnipotente è padre amorevole per due motivi, il primo, lascia
l'uomo libero, trattandolo da figlio, e non da servo. Secondo, lo ama a
tal punto da lasciare che il suo Figlio sia crocefisso per gli uomini.
Dunque Dio non solo è buono, ma è letteralmente folle d'amore per
l'umanità, per ogni singolo essere umano.
Sia lodato Gesù Cristo,
Giancarlo
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