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mercoledì 22 ottobre 2014

Credo (1)

Credo in unum Deum,
patrem omnipotentem.

Cari amici,

inizio oggi qualche riflessione sul credo. In molte chiese oggi si recita il credo degli Apostoli, invece che il credo del concilio di Nicea. Perchè? Non lo so francamente,
ma il sospetto è che lo si faccia perchè è più "breve", o si ritiene che le persone "non capiscano" il Credo più lungo.
Francamente, se la ragione è quella sopra, io penso si tratti di pigrizia intellettuale da parte di alcuni pastori, che non hanno voglia di approfondire la loro comprensione del Credo, per spiegarlo con passione ai loro parrocchiani.
Il Credo tridentino è importantissimo da mandare a memoria, perchè contiene al suo interno, spiegate in modo cristallino, tutte le verità essenziali della fede cattolica.
Alcuni parroci e vescovi modernisti preferirebbero abolire addirittura il Credo, perchè si sentono costretti ad affermare cose in cui veramente non credono.
Vediamo come mai il Credo tridentino è non solo importante, ma anche stupendo nei suoi contenuti.

"Credo in unum deum": Credo in un solo Dio. Questa affermazione soltanto potrebbe essere capace di rovesciare governi, troni, e convertire atei e pagani. Ma anche noi stessi. Credere in un solo Dio implica automaticamente, cosa piu' impegnativa da dire, rinunciare a tutti gli idoli: il sesso, la carriera, il denaro, la sicurezza, l'ammirazione, la fortuna, amici, padre, madre, figli. Dio, per definizione l'essere piu' bello e perfetto, l'Essere stesso, di fronte a cui ogni cosa è meno importante, deve essere anche amato sopra ogni cosa.

"Patrem omnipotentem": ora, alcuni (sedicenti) teologi non riescono a capire come mai, se Dio è onnipotente, dovrebbe lasciare che il male avvenga sulla terra. Tanto per cominciare, uno dovrebbe chiedersi come mai ha lasciato morire il suo Figlio sulla Croce, che è il problema principale da risolvere se uno vuole mettersi l'animo in pace. Mica facile: non a caso si mette quell'"omnipotentem" vicino alla parola "patrem". Non si parla di "padrone onnipotente", nè si usa la qualifica di padre "buono" applicata a Dio, che pure se la meriterebbe, a quanto disse Gesù, ma lo si qualifica semplicemente come "Padre", come è vero. Il Padre è la persona che "ama" il figlio.

Ora, per quanto onnipotente, un padre non tratta i suoi figli costringendoli a fare quello che vuole, ma lascia loro la libertà. Una persona che ama, anche se è forte, si fa debole con l'amato, fa un passo indietro per non rovinare la sua libertà.
L'uomo ha approfittato della libertà data da Dio per commettere degli sbagli, indotto beninteso dal Diavolo. Se Dio trattasse l'uomo come una marionetta, non sarebbe un padre, ma un padrone.

Infine, Dio essendo "buono", e "giusto", ha voluto mandare il suo Figlio, che "liberamente", in quanto "obbediente fino alla morte", si accollato la responsabilità di "ristabilire la giustizia" ferita dai peccati degli uomini, per reinserirli dell'armonia del progetto di Dio, anche senza che ne avessero merito.

Dunque Dio onnipotente è padre amorevole per due motivi, il primo, lascia l'uomo libero, trattandolo da figlio, e non da servo. Secondo, lo ama a tal punto da lasciare che il suo Figlio sia crocefisso per gli uomini. Dunque Dio non solo è buono, ma è letteralmente folle d'amore per l'umanità, per ogni singolo essere umano.

Sia lodato Gesù Cristo,

Giancarlo

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