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giovedì 30 ottobre 2014

Credo (4)

Deum de Deo, Lumen de Lúmine, 
Deum verum de Deo vero, 
génitum, non factum, 
consubstantiálem Patri:
per quem ómnia facta sunt;

Cari amici,

Il Credo in ogni suo verso proclama dei Misteri non facili da comprendere.
Gesù è vero Dio e vero uomo, ma il Credo vuole precisare che Gesù non solo è Dio, ma è anche Luce. Se non lo precisasse, noi potremmo essere indotti a pensare che vi sia opposizione tra un Dio e l'altro, come tra un Dio buono ed uno cattivo, tra un Dio vero ed uno falso, no Gesù Cristo è il Dio vero, e luce, esattamente come il Padre. Egli non è creatura, ma è generato come un padre genera il figlio. Ciò significa che come un padre è uguare al figlio nella natura umana, così Gesù è uguale al Padre nella natura divina. Ma non solo, Egli è uguale al Padre nella Sostanza, ovvero anche Gesù è colui che è (prima che Abramo fosse, io sono). Non solo, la Creazione è stata fatta per mezzo di lui (come dice San Giovanni "senza di Lui nulla è stato fatto di tutto ciò che esiste"), quindi il Cristo è Egli stesso Creatore.

In questi pochi versi vengono dette tante cose, questi versi ci difendono da tanti errori. Ci difendono dal Manicheismo, la tentazione di pensare il mondo diviso tra due dei, ci difendono dall'Arianesimo, l'eresia che considera Gesù soltanto umano, così come i versi precedenti ci difendono dalla Gnosi, l'eresia che nega l'incarnazione di Cristo.

Se molte persone non comprendono l'importanza del Credo, ciò accade principalmente perchè non sono passate attraverso il buio e le tenebre in cui le eresie passate e presenti possono gettare l'uomo. Non professare con consapevolezza il Credo ci rende vulnerabili agli attacchi sottili, e meno sottili, delle falsità che sono sempre soffiate dai quattro venti. E sono falsità subdole, che, pertenendo all'ambito della fede, ci indeboliscono lentamente, finchè un bel giorno non ci svegliamo e scopriamo che la nostra Fede si è assottigliata così tanto che crolla al primo terremoto della nostra vita.

Sia lodato Gesù Cristo,

Giancarlo

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