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mercoledì 5 novembre 2014

L'uomo vuole Tutto

Cari amici,

l'uomo aspira all'Assoluto. Se può mangiare, non si accontenta del pane, "non di solo pane vive l'uomo", e aspira a possedere l'universo intero. L'uomo è una creatura insaziabile, e se la sua fame non viene saziata dall'Assoluto, ovvero da Dio, ecco che si trasforma in una forza violenta, cieca, inarrestabile. Potremmo dire che l'uomo sia un "buco nero" di desiderio, tutto brama, a tutto tende, e mai, una volta avuto ciò che desidera, smette di desiderare.
Ecco perchè sarebbe un pazzo il governante che volesse eliminare la ricerca di Dio dai diritti del suo popolo, e altrettanto pazzo sarebbe chi crede di mettere a tacere il desiderio di Dio del suo popolo fornendogli falsi idoli in sostituzione del Dio Vero. No, soltanto nella conoscenza e nell'amore del Vero Dio l'uomo trova la sua sazietà. In caso contrario scatena tutta la sua rabbia, la sua frustrazione, o contro gli altri o contro se stesso. La violenza è l'inevitabile approdo di un mondo senza Dio, così come la violenza e la rivolta scoppierebbero in un popolo che non ha nulla da mangiare.
L'uomo ha bisogno di Dio come, e anche più dello stesso pane. Perchè nella malattia e nella morte il bisogno di cibo si spegne, mentre il desiderio di Dio si accende ancora più vivo.
L'uomo può temporaneamente dimenticarsi di Dio, succede tutti i giorni nella nostra società, e singolarmente, purtroppo, nelle nostre vite. Tuttavia questa dimenticanza è temporanea, e il bisogno di Dio non tarda a rimanifestarsi sotto varie forme: malattia, depressione, rabbia, frustrazione, invidia. Tutti i vizi emergono come un tentativo di appagare il vuoto che nasce dal desiderio di Dio. Se non riconosciamo che solo Dio può riempire questo vuoto, ecco che ci lasciamo governare dai vizi, e tutte le nostre eventuali virtù degenerano in vizi: l'onestà degenera in superbia ed avarizia, la ammirazione degenera in invidia e lussuria, l'umiltà in accidia, lo zelo in ira.
Come diceva Chesterton, parafraso liberamente, "il nostro mondo è pieno di virtù impazzite". Ogni virtù senza Dio degenera in un vizio a lei opposto. Persino la generosità diventa superbia, prodigalità. L'amore diventa avarizia, e si potrebbe continuare all'infinito. L'ortodossia, citando ancora Chesterton, e l'equilibrio su un cavallo in corsa. Negare Dio significa negare l'unica forza che può attrarci verso l'alto, e dichiararci sconfitti dalla gravità, che ci attira verso il basso.

Sia lodato Gesù Cristo,

Giancarlo

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